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sabato 18 maggio 2013

Ancora arte...

Da poco ho scoperto un'altra interessante rubrica dedicata all'arte che, nonostante l'esame di arte moderna sostenuto e quello di arte contemporanea in preparazione, mi ha fatto scoprire opere per nulla famose ma bellissime, come ad esempio La morte di Pocri di Piero di Cosimo...

venerdì 19 aprile 2013

Storia di un amore non corrisposto o finito

Pare sia questo il tema raffigurato da Tranquillo Cremona (1837-78) nel suo celebre dipinto della pittura scapigliata L'Edera del 1878, conservato a Torino presso la Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea.
Titolo preso dall'edera in primo piano, una pianta sempre verde, simbolo di resistenza e durata, addirittura d'immortalità...
Personalmente trovo sia molto affascinante, suggestivo e carico di forti sentimenti e purtroppo ben raffigurante i tormenti di tante donne della nostra società moderna, a dimostrazione di quanto un dipinto del passato, un testo ecc... possa tornare prepotentemente attuale, anche dopo più di 120 anni di distanza dalla sua realizzazione.
Drammatico il contrasto tra l'abbraccio implorante della figura del giovane amante (per alcuni critici potrebbe però essere un'altra donna) e la resistenza passiva della donna in piedi.

L'Edera
Torino, Galleria Civica di Arte Moderna e Contemporanea
Tranquillo Cremona

sabato 30 marzo 2013

Piccole verità

Non è importante se le persone,
alla fine,
non riescono a trovarsi.
Non tradirsi,
quello è importante.

{A. Baricco - Questa storia}

sabato 9 marzo 2013

Cosa vedo...

Together with the sky


rocked the moon


lake moved.

mercoledì 13 febbraio 2013

Non serve titolo...

Caldo sorriso

pensando a chi sono

in quest'attimo.

domenica 3 febbraio 2013

Il mondo in un minuto

Una bella iniziativa del quotidiano on-line la Repubblica... per chi ama la fotografia, non ama le distanze (soprattutto quelle umane), si sente parte di questo mondo, delle sue bellezze e dei suoi drammi, è un bell'appuntamento quotidiano da non perdere, un modo per descrivere e vivere una giornata attraverso 10 immagini scelte, le più rappresentative.
Si scopre davvero il mondo, quello che non ci appartiene, quello che ci stupisce, quello che ci commuove, quello che temiamo, quello che ci spaventa e ci fa paura, annullando ogni forma di distanza immaginabile, sia fisica che mentale nonché umana.

Eccone un esempio:




ho scelto il video delle fotografie relative alla giornata del 29 gennaio perché mi hanno particolarmente colpito due bellissimi occhi spaventati, curiosi e innocenti allo stesso tempo.

mercoledì 16 gennaio 2013

Leggende astrologiche

Eh sì, ovvio, anche l'astrologia è piena zeppa di leggende metropolitane...
Esempi?

Ce ne sono un'infinità.
In questo post mi limiterò a uno in particolare che sto avendo modo di vivere personalmente, il fantastico e super fortunato transito di Giove, attualmente in stazionamento nella mia 7a casa (quella delle associazioni, dei rapporti con gli altri, allargando il campo a unioni e matrimoni) congiunto a se stesso (ritorna quindi nella sua posizione natale dopo 12 anni) e alla Luna (un elemento che nel mio caso forma parecchi aspetti con il resto del tema natale).
Sarà capitato a tutti di leggere quanto fortunato sia un transito del buono dello zodiaco su un pianeta personale (ne sapranno qualcosa i Gemelli, a cui magari tutto va storto... eppure hanno Giove congiunto al Sole! ^__^), e così sempre viene presentato, soprattutto negli oroscopi relativi al proprio segno solare e, a furia di leggere di fortuna e di sfortuna regalate così a peso, sinceramente mi sono scocciata.

Tutto ciò però, oltre a essere una generalizzazione bella e buona, credo sia proprio una sorta di leggenda.

Un transito o un passaggio importante di un pianeta in un segno non vale comunque per tutti, per ogni tema natale, per tutte le persone, per ogni tipo di esperienza.
La prima informazione che ho cercato di tenere a mente quando ho studiato il buon Giove è il suo essere un amplificatore, un'energia espansiva, nel bene e nel male, più che un buono, un magnanimo, un generoso ecc... e, vedendolo come un semplice amplificatore (di emozioni, di situazioni già in bilico, di problemi, di momenti brutti, di momenti belli, di momenti confusi), riesco a capire meglio i suoi transiti e soprattutto il perché tante volte non è per nulla apportatore di quella fortuna che si legge caratterizzarlo.

Tutto ciò vale anche al contrario per il cattivo numero uno dello zodiaco, ovvero per il transito del famoso Saturno contro (come a dire che quando è congiunto è meno contro!!), perché non fa male a tutti e a tutto ciò che sfiora e allo stesso identico modo, altra leggenda.

Perché questa considerazione?
Per un concretissimo dato di fatto, ovvero che con Saturno (congiunto al mio Sole) avevo trovato il mio attuale lavoro ultradecennale (pur se inserito in un periodo difficile e proprio bruttino, dove Saturno ha dato secondo me comunque la sua impronta e il suo colore al lavoro in sé, per i sacrifici richiesti in questi anni, per il surplus di lavoro stesso senza in rapporto un vero ritorno economico, per le limitazioni quando in altri luoghi si osservavano regolarmente ponti, festività ecc...) e con Giove che fa aspetti positivi in giro per il mio tema natale lo sto perdendo, preparandomi a incrementare il già vasto numero di disoccupati e a breve (ma quanto breve sarà tutto da vedere) con laurea (giusto per rispecchiare appieno la figura del disoccupato doc italiano).

Qualcuno potrebbe osservare che Giove, nel mio caso, semplicemente porta a compimento quanto intrapreso 12 anni fa, visto che si tratta di un transito di ritorno nella sua posizione natale ed è corretto, nulla da contestare... così come il fatto che la "fortuna" potrebbe stare proprio nel perdere l'attuale lavoro e nell'intraprendere un nuovo percorso, anche qui nulla da ribattere e, anzi, se devo dirla tutta credo anch'io sarà così.


Se proprio vogliamo poi, forse il suo transito ha più effetto sul modo sereno con cui sto cercando di vivere questo cambiamento, atteggiamento non proprio scontato visto che capita in un momento di certo non semplice di suo per via dell'università con i 5 esami da superare, con le relative spese ancora da sostenere e la necessità prettamente fisica e materiale di avere tempo in cui inserire sia lo studio che la ricerca del nuovo lavoro.

L'esempio, molto generalizzato di proposito perché non c'è mai solo un Giove, un Saturno o un Marte di transito ma concorrono a determinare una situazione un vasto numero di altri fattori, vuole solo dimostrare - ancora una volta - che nulla è positivo in assoluto e a prescidere (l'esempio di Giove), così come nulla lo è in negativo e in modo distruttivo (il caso di Saturno).

Quindi, nell'analisi a primo impatto di questa situazione, volendo applicare tutte le generalizzazioni proprie di alcuni tipi di astrologia avrei dovuto vivere uno dei periodi più fortunati del periodo, invece secondo me - considerazioni precedenti a parte circa il cambiamento in sé - nell'immediato e per il momento storico e sociale che stiamo vivendo non c'è da vederci nulla di positivo nel ritrovarmi a breve disoccupata... continuando però a smontare queste generalizzazioni e avendo toccato con mano che tali sono, se tanto mi dà tanto, allo stesso modo non si devono vedere con un piede già nella fossa i tanti Toro (me compresa) che stanno vivendo o si ritroveranno ad avere il temutissimo Saturno contro, come letto sicuramente ovunque!, oppure i Sagittario che questo Giove ce l'hanno in opposizione.

Con questo non voglio certo far passare un transito di Saturno come una passeggiata, perché assolutamente non lo è, durante i suoi passaggi nulla passa inosservato e i periodi caratterizzati dai suoi transiti si sentono, però non credo sia corretto nemmeno far sempre ben sperare in un transito di Giove che, se non arriverà all'esempio estremo e contrario alla sua natura che ho descritto, potrebbe benissimo passare del tutto ignorato, senza far piovere dal cielo tutto quello che, indubbiamente per colpa delle personali aspettative, ci si aspetta sempre e comunque durante i suoi transiti.

Quindi, anche per questo 2013 iniziato in un clima di totale incertezza per quel che mi riguarda, bonariamente rinnovo l'iscrizione al club «salviamo Saturno» e abbasso invece Giove...

Riprendendo, per chiudere, il discorso in modo serio aggiungo solo che ogni transito ha qualcosa di più profondo da segnalare e portare a galla in un determinato momento della nostra vita, esternazioni materiali, concrete e reali a parte, solo che non è sempre facile scendere così in profondità, entrare in contatto con la parte più vera di noi stessi e darle ascolto per dare voce a quelle che sono le nostre vere ispirazioni, una meta tutt'altro che facile da raggiungere, con o senza astrologia.

domenica 30 dicembre 2012

BUON 2013!

Mancano poche ore alla fine del 2012, per me è stato un anno importante, molto impegnativo, bello direi che è un'altra cosa, ma non mi lamento va.
Il 2013 si presenta in modo ambiguo, ma in genere si tirano le somme dalla metà anno in avanti, per chi è abituato a farlo, io invece lo valuto solo ad anno finito quindi cerco di accoglierlo positivamente e auguro a tutti di fare e di aver modo di fare altrettanto.
Ovviamente non possono mancare gli auguri "alla Charlie Brown"!
E allora, buon 2013 a tutti e che sia esattamente come lo vorreste, con le persone che amate accanto e, soprattutto, senza dolore... che va bene che fa crescere ma si cresce benissimo anche restando sereni e, perché no, felici.

visto che il 2012 non è scaduto, secondo me si fa ancora in tempo...

il riposo è importante, tra un oggi e un domani spero di recuperare tempo a sufficienza per dedicarmi a questa nobile attività...


venerdì 21 dicembre 2012

I miei auguri con un invito speciale

Non mi interessa sapere come ti guadagni da vivere.
Voglio sapere che cosa ti fa spasimare e se osi sognare
l’incontro con l’anelito del tuo cuore.

Non mi interessa sapere quanti anni hai.
Voglio sapere se accetteresti il rischio
di fare la figura dello stupido per amore,
per il sogno, per l’avventura di essere vivo.

Non mi interessa sapere quali pianeti
sono in quadratura con la tua luna.
Voglio sapere se sei arrivato al centro
del tuo dolore, fino a toccarlo,
se i tradimenti della vita ti hanno fatto sbocciare
o se ti sei inaridito e chiuso in te stesso per paura
di soffrire ancora.

Voglio sapere se riesci a restare in compagnia del dolore,
il mio e il tuo,
senza cercare di nasconderlo, di cancellarlo o di farlo tacere.

Voglio sapere se sai vivere con la gioia,
la mia o la tua,
se sei capace di danzare con frenesia e farti colmare dall’estasi,
da cima a fondo,
senza chiederti di essere attento
di essere realistico
pensare di tornare in te,
senza ricordare i limiti degli essere umani.

Non mi interessa sapere se la storia che mi racconti è vera.
Voglio sapere se riesci a deludere un’altra persona
per restare fedele a te stesso;
se riesci a sopportare l’accusa di tradimento
senza tradire la tua anima;
se riesci a essere fedele e per questo affidabile.

Voglio sapere se riesci a vedere le cose belle di ogni giorno,
anche quando non tutto è piacevole,
e se la loro presenza è fonte di ispirazione per la tua vita.

Voglio sapere se puoi vivere con il fallimento,
il tuo e il mio,
e comunque rimanere in riva a un lago
e gridare alla luna piena d’argento il tuo: “Sì!”.

Non mi interessa sapere dove vivi o quanti soldi hai.
Voglio sapere se riesci ad alzarti
dopo una notte di dolore e disperazione,
sfinito e profondamente ferito
e fare ugualmente quello che devi
per nutrire i tuoi figli.

Non mi interessa sapere chi sei o come sei giunto sin qui.
Voglio sapere se rimani al centro del fuoco con me
senza tirarti indietro.

Non mi interessa sapere dove o che cosa o con chi hai studiato.
Voglio sapere che cosa, dentro di te,
ti sostiene quando tutto il mondo crolla.

Voglio sapere se riesci a stare solo con te stesso
e se davvero ami quel senso di compagnia
che riesci a conservare anche nei momenti di solitudine.

{“L’invito all’ascolto della vita” di Oriah Mountain Dreamer}


A ogni lettura, nel corso del tempo, mi viene la pelle d'oca.
La dedico a voi, a chi passerà di qui di proposito o per caso,
l'ho dedicata anche a quel vento di burrasca che mi soffia dentro...
e lui si è placato.
Buon Natale con l'augurio di un 2013 strepitoso!

sabato 15 dicembre 2012

Amor sacro e Amor profano

Sono passata finalmente ad arte, precisamente a Storia dell'arte moderna, e sarebbe bastato un solo secolo (nemmeno i quattro oggetto di esame) per avere un'idea di quanto l'Italia sia piena di produzioni artistiche, dalle maggiori e più conosciute alle opere minori, di certo non meno rilevanti.

E finalmente mi trovo di fronte a due manuali d'arte (in realtà sono quattro, ma gli altri due saranno oggetto di studio per l'esame di Storia dell'arte contemporanea) e ho voluto estrarre un'opera che mi ha sempre affascinato e colpito per il suo significato o, meglio, per la sua possibile interpretazione e per la scena raffigurata nel suo complesso.

Amor sacro e Amor profano è un dipinto a olio su tela di Tiziano del 1515 circa e conservato nella Galleria Borghese di Roma (che, ahimé, non ho mai avuto modo di vedere di persona!), il cui committente si è fatto risalire a un personaggio di spicco nella Venezia del primo Cinquecento, Nicolò Aurelio, tramite lo stemma apposto sulla fronte del sarcofago, che nel 1514 sposa, nonostante i numerosi ostacoli di carattere politico che avrebbero dovuto dividere i due coniugi, Laura Bagarotto, la donna che probabilmente amava davvero, a dimostrazione dell'elevato livello intellettuale della coppia, tra le pochissime al tempo in grado di evitare matrimoni combinati.
Godere semplicemente di un'immagine oppure capirne in più il significato, quello che ha voluto raffigurare l'artistia, o ancora farne un'analisi dettagliata, cambia poi di molto il modo in cui la si guarda successivamente.
Dopo averla studiata e dopo averne letto l'analisi e le varie interpretazioni, resta per me un'opera straordinaria.
Il dipinto ha carattere allegorico in quanto esprime per simboli significati reconditi e resi ancora più evidenti dal carattere privato della destinazione (è infatti assodato che il dipinto sia stato il raffinato dono nuziale dell'Aurelio alla moglie).
Brevemente, si può dire che il dipinto è un quadro di matrimonio, ma anche uno strumento di diplomazia familiare, che celebra la forza dell'amore per cancellare atti di violenza passati (presenti e raffigurati sulla fontana/sarcofago).
Continua a colpirmi la figura del fanciullo, un amorino alato che potrebbe essere Amore/Cupido che, in una vasca piena d'acqua, è intento a rimescolare le acque torbide di passato e presente (attribuibili agli eventi che interessarono il padre della sposa), componendo i dissidi (una chiara allusione alla Temperanza).
Infatti, probabilmente, la figura vestita è riconducibile per metafora proprio alla futura sposa, abbigliata secondo gli usi del tempo (coroncina di mirto sul capo, il mazzetto di roselline nella mano destra, il contenitore munito di coperchio al suo fianco, la cintura chiusa dalla fibbia, i guanti...).
Nessuno mai li nota, ma accanto alla donna vestita c'è pure una coppia di conigli, un tradizionale simbolo di fertilità.
La donna nuda invece potrebbe essere una Venere, in alcune interpretazioni la Venere celeste (un'allegoria dell'amore divino), contrapposta alla Venere mondana (la donna vestita e allegoria dell'amore umano).
Nel dipinto è la Venere celeste che, leggermente rialzata rispetto alla compagna, sembrerebbe indicarle con il braccio alzato la strada virtuosa da seguire.


Amor sacro e Amor profano, Tiziano, 1515 ca, olio su tela, Galleria Borghese, Roma 


sabato 8 dicembre 2012

Come la punta sbilenca di un albero di Natale...

È sempre storta, sembra stare su ben posizionata, svettare in alto... poi ti giri e pende già in un verso o nell'altro.
Sicuramente banale il riferimento all'attuale periodo {non solo mio} e alla direzione che sta prendendo il nostro paese e al ritorno alla mente delle parole di Luigi Meneghello (16-feb-1922/26-giu-2007):

«Vorrei vedere la gente fremere d’amore intellettuale di Dio, lavorare con piacere, fabbricare giocattoli appassionanti, sciare ardita sulle coste dei monti, nuotare a farfalla lungo le coste dei mari; sentirla cantare inni di elementare grazia e potenza, avendo per inno nazionale un "Inno alla mortalità" in cui si esprimesse la rassegnazione a questo sgradevole aspetto della vita, e la contentezza di potere intanto produrre affetti e odi sereni, begli edifici, dolci macchine lisce come l’olio, istituti severi e soavi, e quell’onestà nel fare e non fare che (quando c’è) cancella la paura e perfino il rimpianto di non sopravvivere per sempre».

venerdì 30 novembre 2012

Tom Joad a La vita in diretta...

Lo si può rivedere a questo link, portando avanti il video a circa un'ora e 46 minuti, dopo la storia della Sig.ra Valerie (se invece andate proprio di fretta a un'ora e 58 minuti):

Tom a La vita in diretta

Il suo blog...